Fase 2: i primi controlli da fare dal dentista

Fase 2: i primi controlli da fare dal dentista
Con l'avvio della fase 2 dell'emergenza sanitaria è il momento di tornare a pensare anche alla salute dentale, soprattutto se si fa parte degli 8 milioni di italiani che hanno già disturbi gengivali1. Senza le visite di controllo regolari e le sedute di igiene professionale infatti, il rischio di problemi a denti e gengive può aumentare.

La salute del cavo orale e la sua integrità non sono solo requisiti fondamentali per garantire una necessaria efficienza masticatoria, ma come è noto si riflettono e influenzano anche lo stato di salute dell’intero organismo. Mantenere in salute il cavo orale evita l’insorgenza di patologie quali la carie, la malattia parodontale, le disfunzioni articolari (ATM), le cefalee e possibili patologie cardiache e renali.

Molto spesso,  pensiamo di avere una bocca sana solo perché non abbiamo mal di denti o non soffriamo di sanguinamento gengivale. In questo modo, però, trascuriamo tutti quei problemi asintomatici che possono dare origine a queste patologie. È molto importante quindi, oltre ad un’adeguata igiene quotidiana, l’adozione di norme di prevenzione per mantenere la nostra bocca in salute e l'abitudine a effettuare visite specialistiche periodiche. L'adozione di questi comportamenti riduce infatti di gran lunga il rischio di patologie a carico di denti e gengive.

La visita di controllo dal dentista permette di intercettare sul nascere qualsiasi patologia, evitando che questa si aggravi senza che ce ne si accorga. Come prima cosa, il dentista verificherà l’aspetto e la salute di tutte le componenti del cavo orale al fine di individuare eventuali problematiche che potrebbero causare danni al paziente come infezioni, carie e tartaro. Controllerà le gengive, eventuali otturazioni o protesi e verificherà che non siano presenti malocclusioni, denti storti o rotti onde evitare problemi legati alla masticazione.

Se questo controllo non evidenzia problemi che necessitano un intervento immediato, si passa alla seconda fase: la pulizia dei denti o detartrasi. L'igiene orale quotidiana, per quanto eseguita in modo accurato, non è sufficiente per rimuovere completamente la placca dai denti. Questo può portare ad accumuli di tartaro nel solco gengivale, irritando le gengive e causando sanguinamenti, alito cattivo, gengiviti, nonché la formazione di carie.  Grazie alla pulizia dentale professionale, con l’ausilio di strumentazione specifica, si rimuove la placca residua e il tartaro che si annida tra denti e gengive. Infine, lo specialista procederà alla lucidatura di ogni dente per una superficie più liscia, di modo tale da evitare l’adesione della placca allo smalto dentale.

La visita di controllo dal dentista potrà essere completata attraverso ulteriori esami di approfondimento. Una semplice ortopanoramica, ad esempio, potrà identificare la presenza di granulomi e cisti all’interno dell’osso. Una TAC 3D rappresenta invece l’esame più completo e preciso da utilizzare quando si vuole avere un vero e proprio quadro completo sulla salute della propria bocca, nonché quando si ha la necessità di pianificare eventuali interventi di implantologia o aumento osseo.

Tra quelli dovrebbero sottoporsi alle visite di controllo ci sono anche i portatori di impianti dentali. Le protesi, infatti, necessitano della stessa igiene orale e degli stessi controlli richiesti dai denti naturali. Durante le visite di controllo, il dentista valuterà la tenuta delle infrastrutture implantari e la presenza di placca batterica che potrebbe causare processi di distruzione ossea.
 

1. Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) https://www.sidp.it/news/
 


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