Denti del giudizio: quali sono i sintomi più frequenti, quando è necessario rimuoverli e come comportarsi nel post intervento

Denti del giudizio: quali sono i sintomi più frequenti, quando è necessario rimuoverli e come comportarsi nel post intervento
I denti del giudizio sono i 4 molari situati posteriormente nell’ottavo posto dell’arcata dentale, 2 sono nella parte superiore o mascellare e 2 in quella inferiore o mandibolare.
Questi elementi dentali sono una caratteristica ereditata dall’Homo Sapiens che li utilizzava per masticare le carni crude. Con l’evoluzione della specie e il cambiamento delle abitudini alimentari, questi denti, si sono dovuti adattare sia al ridimensionamento della mandibola sia ad una dieta diversa perdendo la loro funzione masticatoria.

Erompono solitamente in tarda età, tra i 18 e i 25 anni, e sono chiamati denti del giudizio proprio perché la loro comparsa avviene in età adulta, dopo aver raggiunto una certa maturità.

Può essere opportuno all’età di 14/15 anni sottoporsi a un’ortopantomografia, radiografia panoramica, per controllare la crescita dei denti del giudizio ed evitare che le radici dei terzi molari entrino in contatto con il nervo della mandibola.
 

I sintomi più frequenti

L’eruzione dei denti del giudizio può, talvolta, non recare alcun fastidio, è invece sempre associata a sintomatologia dolorosa, nei casi in cui questi elementi dentali non riescano a uscire completamente dalla gengiva o escano solo parzialmente provocando pressione sui denti vicini che genera infiammazione, per mancanza di spazio nell’arcata dentale di conseguenza crescono in posizioni anomale, per esempio orizzontalmente.

Il complesso di sintomi più comuni sono:
  • Dolore che può coinvolgere anche i denti adiacenti e irradiarsi fino all’orecchio
  • Arrossamento e tumefazione (gonfiore) della gengiva e in corrispondenza dei linfonodi
  • Alitosi causata dalla gengivite
  • Difficoltà sia nella masticazione sia nell’aprire e chiudere la bocca
  • Ascessi gengivali o cisti che possono danneggiare il dente e i tessuti adiacenti
  • Mal di testa
  • Pericoronite, ossia infiammazione del tessuto gengivale intorno al dente parzialmente incluso
  • Formazione di tasche gengivali
  • Spostamento degli altri denti
  • Febbre
 
Alla comparsa di questi segni è importante contattare il dentista per cercare di contenere al minimo il rischio di danneggiare strutture molto delicate come ad esempio il nervo alveolare inferiore. Solitamente, in fase acuta, per alleviare la suddetta sintomatologia, vengono prescritti farmaci antibiotici, antinfiammatori e antidolorifici. Possono inoltre essere utili anche risciacqui con acqua e sale, nella dose di 1/2 cucchiaino di sale in un bicchiere d’acqua, perché il sale è un disinfettante naturale.
 
 

Quando rimuoverli

È necessario ricorrere all’estrazione del dente del giudizio coinvolto quando la terapia medica è intervenuta inefficacemente e nei casi di:
  • Mancanza di spazio: spesso per la conformazione della mandibola o della mascella il dente non ha spazio sufficiente per spuntare.
  • Comparsa di più di 4 denti del giudizio (iperdentia)
  • Crescita parziale: quando il dente rimane parzialmente all’interno della gengiva, questa condizione favorisce l’accumulo di batteri e può provocare un’infiammazione del tessuto gengivale chiamata pericoronite, ascessi o fenomeni cariogeni
  • Inclinazione del dente non corretta, il quale può svilupparsi orizzontalmente urtando così i denti vicini danneggiandoli
  • Inclusione totale: quando non riesce a spuntare dalla gengiva e/o se rimangono all’interno dell’osso mandibolare o in quello mascellare
  • Denti del giudizio cariati, rotti o scheggiati pertanto più esposti all’attacco dei batteri
  • Denti responsabili di infezioni e/o altre patologie dentarie e del cavo orale
La rimozione del dente del giudizio è un’operazione più semplice di quanto si possa immaginare. Si tratta di un intervento uguale all’estrazione di denti normali. Non si sente dolore in quanto viene eseguito in anestesia locale. Dopo l’estrazione, possono verificarsi leggero gonfiore e dolore, che fanno parte del normale processo di guarigione e che possono essere tenuti sotto controllo con antibiotici e antidolorifici.
 
 

Come comportarsi nel post intervento

Le moderne tecniche di anestesia permettono di effettuare interventi sia semplici sia complessi senza che il paziente percepisca alcun dolore. Nei giorni successivi all’intervento, il dentista, spesso, prescrive degli antibiotici, antinfiammatori e antidolorifici per contenere il dolore che si può manifestare. Per alleviare il gonfiore, invece, è utile ricorrere a impacchi con il ghiaccio da appoggiare sulla guancia interessata e rimuovere ogni 10 o 15 minuti.

 

Cosa mangiare e cosa evitare dopo l’estrazione dentale

  • Consumare cibi e bevande tiepidi o freddi come gelato e yogurt, perché il calore può compromettere la cicatrizzazione
  • Prediligere cibi morbidi: per esempio zuppe o passati di verdura tiepidi, frullati, omogeneizzati, budini, purè, carne macinata, pesce cotto al vapore, prestando attenzione a non masticare dal lato del dente rimosso
  • Evitare di mangiare cibi come: biscotti o cereali, fragole ricoperte di acheni, kiwi e pomodori per la presenza di semini, che possono insinuarsi nell’area di estrazione
  • Evitare alcol e fumo perché rallentano il processo di guarigione
  • Detergere i denti almeno due-tre volte il giorno, la mattina e dopo i pasti principali
  • Eliminare ogni residuo di cibo tra denti e gengive con filo interdentale o con lo scovolino e sciacqui con il collutorio antibatterico per evitare infezioni della bocca
 

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