L’
impianto zigomatico è una tipologia specifica di impianto dentale, che può rappresentare la soluzione ottimale quando il paziente è completamente
privo di denti e con una grave atrofia ossea mascellare. Gli impianti sono costituiti da viti in titanio la cui lunghezza varia da 30 a più di 50 mm (maggiore rispetto a quella di un impianto standard).
Essi vengono fissati all’osso zigomatico in modo da garantire stabilità alla futura protesi dentale. Il posizionamento di impianti zigomatici prevede un elevato grado di precisione:
la procedura chirurgica è complessa e non priva di rischi di complicazioni. Ecco perché il paziente si sottopone sempre a una valutazione preliminare da parte del medico, che decide
se è opportuno ricorrere a questa procedura o meno.
Impianti zigomatici: pro e contro
È infatti lo specialista a prendere in considerazione la situazione del paziente nella sua totalità e decidere se l’impianto zigomatico può essere la scelta più adatta.
Per quanto riguarda i pro, il più evidente è quello di poter essere utilizzati anche in caso di avanzata atrofia (riassorbimento osseo) del mascellare superiore. Gli impianti zigomatici possono essere infatti considerati una ottima soluzione
per i pazienti che non possiedono il volume osseo necessario per un impianto dentale tradizionale. Inoltre, sfruttando le componenti ossee già presenti nel paziente, si evitano innesti ossei aggiuntivi. La stabilità dell’osso zigomatico fornisce un supporto solido alle protesi dentarie: il paziente può beneficiare di una soluzione affidabile, che, se ben gestita e curata nel corso del tempo, può anche durare
molti anni. Da non sottovalutare è infine la
rapidità della procedura, più veloce rispetto ad altre, e soprattutto dei
tempi di recupero: la riabilitazione vera e propria può infatti coprire le sole 24 ore seguenti, dando la possibilità al paziente di sottoporsi prima alla protesizzazione e migliorare in poco tempo la propria qualità di vita.
Se invece ci si sofferma sui contro, si deve considerare la
complessità dell’operazione: è richiesto l’intervento di un medico chirurgo specializzato ed esperto. Dopo l’operazione, il paziente potrebbe inoltre lamentare
più dolore e più gonfiore rispetto a quanto accade dopo le altre procedure: niente che non possa essere risolto con l’assunzione di farmaci, ma comunque un elemento da considerare. Infine, come per ogni intervento chirurgico, possono insorgere
complicanze, come ad esempio infezioni, sanguinamento e danni ai tessuti circostanti.
Impianti zigomatici: le controindicazioni
La fase di valutazione assume un ruolo quindi particolarmente importante in questo contesto. Ancora di più se il paziente possiede determinate caratteristiche o soffre di patologie specifiche, che il medico può identificare come elementi controindicanti.
Fra questi possono esservi:
- Patologie sistemiche, in particolare diabete o gravi patologie del cuore e dei vasi sanguigni. Se il paziente ne soffre, aumenta il rischio di complicanze chirurgiche e può risentirne anche il processo di guarigione.
- Infezioni orali: gengiviti o parodontiti devono rigorosamente essere trattate prima di procedere con qualsiasi intervento chirurgico, in quanto possono aumentare il rischio di altre infezioni.
- Caratteristiche anatomiche che rendono complesso il posizionamento degli impianti (estreme atrofie dove preferiamo ricorrere all’impianto AMSJI che è un impianto costruito su misura per il paziente).
- Sinusiti non trattate: nel caso di sinusiti è da valutare preventivamente la ventilazione del seno mascellare con una visita specialistica ORL.
L’impianto AMSIJ
Oggi è disponibile una
tecnica all’avanguardia per chi soffre di grave atrofia ossea mascellare:
l’impianto AMSIJ (Addively Manufactured Subperiosteal Jaw Implant, ossia
“impianto sottoperiosteo dei mascellari prodotto con tecnica additiva”). Si tratta di un
approccio alternativo a impianti zigomatici e ricostruzioni ossee complesse, che comporta il fissaggio dell’impianto ai pilastri medio-facciali e all’osso zigomatico, zone stabili con ridotto rischio di riassorbimento osseo. Il paziente viene prima di tutto sottoposto a esami diagnostici come
ortopantomografia e
TC Dental Scan per valutare la struttura ossea e il seno mascellare. A partire da queste analisi e grazie alla tecnologia digitale di progettazione CAD/CAM (con stampa 3D), si crea una
struttura personalizzata in titanio, fissata all’osso mascellare tramite viti da osteosintesi. Costituito da due ali ancorate a parti stabili del cranio, l’AMSIJ supporta una prima protesi provvisoria che viene applicata il giorno dell’intervento. Dopo 2-3 mesi,
la protesi provvisoria viene sostituita con quella definitiva, consentendo di ripristinare subito la funzione masticatoria.
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