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Implantologia computer guidata: cos'è e quando la si utilizza?

L'Implantologia computer guidata rappresenta l'ultima frontiera per l'Odontoiatria e la Chirurgia Maxillofacciale. Quali sono i passaggi in cui si articola e per quali pazienti risulta più adatta? Ne parliamo con il Dott. Diego Maria La Vecchia, responsabile della Dental Unit a Villa Tiberia Hospital, Roma

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Cosa si intende per Implantologia computer guidata?

L'Implantologia computer guidata rappresenta lo stato dell'arte dell'Implantologia oggi. La pianificazione e poi l'esecuzione di un intervento di questo tipo parte sempre da una fase diagnostica. Quest'ultima prevede innanzitutto la rilevazione delle impronte della bocca del paziente e la realizzazione, utilizzando gesso o scanner orale, di una mascherina radiografica, dispositivo che si dovrà poi indossare al momento dell'esame dedicato alla pianificazione chirurgica.

Come si svolge l'esame dedicato o preparatorio?

L'esame dedicato non è altro che una TAC Dental-Scan o Cone Beam 3D eseguito con la mascherina radiografica all'interno della bocca. Ciò serve a creare dei punti di riferimento che permettano poi, acquisite le immagini digitali con un software specifico, di guidare l'intervento. Questo software consente una ricostruzione tridimensionale dei tessuti del paziente stesso e la realizzazione, quindi, di una mascherina chirurgica, che sarà indossata durante la fase operatoria. Saranno a questo punto eseguiti dei passaggi tecnici da parte del chirurgo maxillofacciale che renderanno possibile l'inserimento degli impianti.

Quali sono i vantaggi di questo tipo di Implantologia?

Sicuramente la riduzione dei tempi dell'intervento e la sua morbilità, perché non vengono più praticate incisioni importanti e non vengono più applicati dei punti in bocca al paziente. Nella stragrande maggioranza dei casi, poi, è possibile anche un inserimento immediato post-operatorio di una protesi confezionata sulla base di tutta la procedura precedentemente descritta.

Quando invece si ricorre al carico immediato degli impianti?

In alcuni casi particolari, qualora la quantità di osso non fosse idonea e sufficiente per un numero superiore di impianti, basta inserirne quattro o sei e realizzare le cosiddette protesi “All on four” o “All on six”. Esiste anche un'altra tecnica, chiamata “Protesi di Toronto” o “Toronto Bridge”, che prevede la solidarizzazione degli impianti attraverso una barra e l'avvitamento di una protesi sulla barra stessa. Per quanto riguarda invece i tempi in cui la protesi viene inserita successivamente all'intervento, occorre chiarire che è molto difficile esprimersi in maniera valida per tutti. Dipende dai tempi biologici di ogni singolo paziente, in quanto dal punto di vista squisitamente tecnico è possibile realizzare l'intervento avendo già la protesi pronta. Non è detto però che sia corretto attivare immediatamente gli impianti, cioè il carico immediato. Insomma, non è per tutti: dipende dalle condizioni biologiche individuali.

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