Salute orale e alimentazione: come le scelte alimentari possono influenzare lo stato di denti e gengive

Salute orale e alimentazione: come le scelte alimentari possono influenzare lo stato di denti e gengive
Mangiare in maniera sana, varia ed equilibrata è fondamentale per fornire all’organismo tutti i nutrienti di cui ha bisogno per vivere e funzionare in maniera corretta. Quando la dieta è povera di principi nutritivi quali vitamine, sali minerali e proteine a risentirne è tutto l’organismo, bocca e denti compresi, che possono diventare più fragili e inclini alle infezioni.
Allo stesso modo, può rivelarsi deleteria per la salute orale una dieta troppo elaborata e ricca di zuccheri semplici, carboidrati e grassi saturi, che possono favorire la comparsa di carie, accumuli di placca, gengiviti e malattia parodontale.

Abbiamo parlato del rapporto tra alimentazione e salute orale con il dottor Federico Perna, biologo, nutrizionista e dottore in biochimica, della Clinica privata Villalba, che ci ha fornito utili indicazioni sugli alimenti da preferire e da evitare per il benessere di denti e gengive.


Dottor Perna qual è il rapporto tra alimentazione e salute orale?

Già Ippocrate, padre della medicina, era solito dire: “fa' che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo”. Una frase semplice, che oggi molto più di ieri, ci invita a riflettere sull’importanza della nutrizione per il nostro benessere e la nostra salute.
Numerosi studi clinici recenti hanno infatti dimostrato che il ruolo svolto dalla nutrizione va ben oltre quello di fornire all’organismo mero apporto energetico. Ogni alimento è prima di tutto un insieme di molecole nutrienti in grado di condizionare il nostro corpo e il nostro stato di salute.
Basti pensare agli Omega3, presenti soprattutto nel pesce azzurro, che si sono dimostrati efficaci nel modulare i processi infiammatori, ridurre il rischio cardiovascolare e prevenire il declino cognitivo legato all’età. O alla vitamina D, alleata preziosa delle ossa, dei denti e fondamentale per il corretto funzionamento del sistema immunitario.
Oggi, l’alimentazione che segue la maggior parte delle persone è ricca di macronutrienti (carboidrati, lipidi e proteine) e povera di micronutrienti, quali magnesio, potassio, calcio e antiossidanti, che sono fondamentali per consentire i processi biochimici dell’organismo e proteggere le cellule dal danno ossidativo causato dai radicali liberi.
In riferimento ai denti e alle gengive, un regime alimentare non adeguato e povero di micronutrienti, può favorire la comparsa di patologie parodontali – soprattutto in associazione a una scarsa igiene orale –, influenzare la gravità del disturbo e rendere più difficile il processo riparativo dei tessuti.


Il consumo di quali alimenti o nutrienti favorisce la comparsa di disturbi dentali e/o gengivali e perché?

Sicuramente il consumo di zuccheri semplici e carboidrati può favorire lo sviluppo della malattia parodontale e delle carie dentali.
Lo stesso accade con le diete che promuovono picchi glicemici post prandiali, o ad alto introito di grassi saturi di origine animale, responsabili della formazione di radicali liberi, la cui azione può danneggiare l’integrità della mucosa orale.
Bisogna inoltre ricordare che l’alimentazione odierna, dove il consumo di cereali integrali, legumi e pesce fresco è molto basso, è una dieta povera di Omega3 e molto ricca di Omega6, molto utilizzati nell’industria alimentare per la produzione soprattutto dei derivati delle farine (biscotti, cracker, merendine).
Si pensi che oggi si può arrivare ad un rapporto Omega6 rispetto agli Omega3 di 20:1, mentre quello ideale dovrebbe essere da 2:1 fino a 5:1Per correggere questo squilibrio non è sufficiente aumentare l’apporto di Omega3, è necessario soprattutto ridurre l’apporto degli Omega6.
Lo squilibrio tra Omega3 e Omega6 introdotti con l’alimentazione può infatti innescare processi infiammatori e rendere meno efficiente la risposta del sistema immunitario all’azione dei patogeni, compresi i batteri presenti nel cavo orale e responsabili di carie e patologie gengivali.
Nell’anziano può assumere un ruolo determinante nella patogenesi della malattia parodontale anche il deficit proteico, dovuto sia alle scelte alimentari che spesso fa (magari a seguito di difficoltà nella masticazione o nella digestione), sia al minore assorbimento proteico per pasto in conseguenza alla mucosa intestinale invecchiata.


Il consumo di quali alimenti è invece consigliato per promuovere la salute di denti e gengive?

Oltre al consumo bilanciato di Omega3 e Omega6, di importanza fondamentale per il benessere e la salute dei denti e gengive è anche il consumo di vitamine, tra cui la D e la C, di sali minerali, in particolare calcio, magnesio e di antiossidanti. Più che un singolo alimento è l’intero regime alimentare seguito dalla persona nel suo complesso ad avere un’influenza sullo stato di salute di denti e gengive.
In ogni caso, per promuovere lo stato di benessere e di salute orale, nonché generale, è raccomandato il consumo di:
  • verdura fresca e di stagione soprattutto se cruda
  • frutta fresca e disidratata (es. uva sultanina) anche se con moderazione a causa della presenza di zuccheri semplici
  • frutta oleosa e a guscio come noci, nocciole e mandorle
  • pesce fresco e azzurro, perché ricco di Omega3
  • legumi
  • cereali integri (non pasta integrale che ha comunque perso nella lavorazione molti nutrienti e minerali ma i chicchi interi come orzo,farro, miglio, grano saraceno, quinoa, risi integrali)
  • acqua ad alto residuo fisso, ovvero maggiore di 500 mg/L soprattutto ad alta concentrazione di calcio e bicarbonati che può contribuire, insieme ad un buon apporto degli alimenti di origine vegetale, al raggiungimento della quantità di calcio giornaliera raccomandata
  • e per chi non ha patologie per le quali è utile evitarli, anche il latte e derivati, per la presenza di calcio e il buon apporto proteico
 
Discorso a parte va fatto poi per la vitamina D, che è presente solo in minima parte negli alimenti e per questo può risultare opportuno, nel caso ve ne sia necessità, assumerla con un’integrazione specifica. Un’integrazione di vitamina D è consigliata soprattutto di tipo quotidiano in quanto più utile al fabbisogno fisiologico del corpo. In particolare, nelle persone con dimostrato deficit, occorrerebbe prenderla tutto l’anno e non solo tra ottobre e aprile, quando diventa ancora più difficile esporsi con regolarità alla luce del sole.
Studi clinici dimostrano che il deficit di vitamina D è legato, oltre che a condizioni di osteoporosi, a malattie cardiovascolari, a patologie autoimmuni e a una maggior incidenza di carie e malattia parodontale.


Esistono regimi alimentari (dieta vegana, vegetariana, chetogenica, etc..) che più di altri influenzano lo stato di salute orale e quello generale?

Tendenzialmente, ogni regime dietetico se ben bilanciato (grazie all’aiuto di un professionista della nutrizione) in macro e micronutrienti, associato ove necessario all’uso di integratori specifici (ad esempio la vitamina B12 per i vegani, alcalinizzanti e calcio per chi è in diete chetogeniche) può avere un’influenza positiva sullo stato di salute orale e generale.
Certamente, la nostra amata dieta mediterranea, quando non è reinterpretata in chiave moderna ma nel suo concetto originale, e se ben bilanciata sulla singola persona è da considerarsi tra le migliori scelte possibili.
 
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