Perché andare periodicamente dall’igienista dentale

Perché andare periodicamente dall’igienista dentale

L’igienista dentale è un professionista sanitario che collabora fianco a fianco con il medico odontoiatra. Si occupa di tutte le prestazioni che riguardano l’igiene dei denti e lo sbiancamento.

La periodicità ideale delle sedute con l’igienista dentale è di solito di 6 mesi, ma può variare a seconda dei casi. Al di là del fattore estetico, le sedute periodiche rappresentano anche un'importante strategia di prevenzione, per diverse patologie dei denti e dei tessuti della bocca.
 
La Dental Unit di Villa Lucia Hospital di Conversano, centro odontoiatrico di eccellenza, attribuisce molta importanza alla prevenzione, alla cura e all’estetica dei denti. In quest’ ottica, la struttura dispone di un servizio di igiene dentale, che si occupa non solo della rimozione del tartaro, ma anche di organizzare dei veri e propri “programmi di igiene orale personalizzati”. Tali programmi sono studiati specificamente per le esigenze di ogni singolo paziente, che comprendono le visite di controllo periodiche e l'istruzione su come effettuare una corretta igiene domiciliare.
 
L’équipe della Dental Unit riconosce anche l’importanza che riveste il sorriso nelle relazioni con gli altri.  Per questo offre anche prestazioni di estetica, come lo sbiancamento delle arcate dentarie, con metodiche efficaci ed assolutamente non lesive per lo smalto.

L’importanza dell’igiene orale per la prevenzione

Le sedute di pulizia dei denti professionale sono indispensabili per pulire in modo accurato anche gli interstizi dentali meno raggiungibili.
In questi spazi infatti tendono ad accumularsi placca e tartaro, che forniscono un habitat ideale per i batteri, favorendo l’insorgere di carie, infiammazioni delle gengive e della polpa dentale, infezioni.
 
Queste problematiche, se non curate, possono provocare sintomi dolorosi, problemi di masticazione e edentulia. Una delle patologie più significative, in questo senso è la parodontite, ovvero un’infezione cronica dei tessuti attorno al dente, che provoca alitosi, perdita dei denti, variazione nel colore dei denti, sanguinamento gengivale ecc. Non solo: oggi è anche comprovata la relazione tra la parodontite e alcune patologie sistemiche, come per es. quelle cardiovascolari o il parto pre-termine per le donne in gravidanza. Le sedute di igiene professionale aiutano a controllare lo sviluppo della parodontite.
 
In altri casi, come per esempio carie, gengiviti, pulpiti ecc. la seduta di igiene dentale rappresenta un’occasione ideale per intercettare la patologia sul nascere. Se l’igienista vede un’anomalia, infatti, richiede l’intervento del medico odontoiatra per la diagnosi. In questo modo il paziente riesce a intercettare precocemente le problematiche, riducendo i rischi, la sintomatologia e i costi degli interventi.

Come funziona la pulizia dei denti

La pulizia dei denti si esegue in più fasi:
  1. Detartrasi;
  2. Applicazione della pasta abrasiva;
  3. Lucidatura;
  4. Fluoroprofilassi.
La detartrasi è appunto la rimozione del tartaro dai denti e dagli interstizi dentali. Si esegue utilizzando un manipolo a ultrasuoni, o ricorrendo alla detartrasi manuale. In genere è una procedura indolore, ma se le gengive sono infiammate può provocare fastidio e sanguinamento. L’igienista esegue la detartrasi per ogni settore delle due arcate dentali, in modo da ottenere una pulizia profonda dell’intera bocca.
 
La seconda fase consiste nell’applicazione di una pasta abrasiva sulla superficie frontale dei denti. La pasta viene poi spazzolata con uno strumento simile allo spazzolino elettrico. Questa procedura serve a rimuovere gli ultimi residui di tartaro dallo smalto e ad eliminare eventuali macchie (che possono essere provocate dal fumo, ma anche da vino, caffè, cioccolata e alimenti pigmentati).
 
Si procede quindi alla fase della lucidatura, con due alternative: una spazzolatura con una pasta apposita (polishing) oppure l’uso di un getto di acqua, aria e bicarbonato (air flow) che consente di pulire non solo i denti, ma l’intera cavità orale.
 
La quarta fase, detta fluoroprofilassi, viene effettuata quando c’è necessità di proteggere i denti dall’azione dei batteri. Si esegue applicando per alcuni minuti una mascherina al fluoro, una sostanza che aiuta a proteggere lo smalto. In seguito, il paziente risciacqua la bocca con acqua.

Lo sbiancamento dei denti

La pulizia dei denti contribuisce a prevenire alcune patologie e a migliorare l’aspetto estetico del sorriso: i denti risultano più lucidi, senza macchie, e le gengive sgonfie e rosee.
Tuttavia, si può ottenere un effetto estetico ancora migliore ricorrendo ad uno dei trattamenti più richiesti: lo sbiancamento dei denti. La procedura può essere fatta anche contestualmente alla detartrasi.
 
Consiste nell’applicare un composto gel ricco di perossido di idrogeno, sulla superficie dei denti. Viene poi puntata una speciale luce LED che attiva l’azione sbiancante del gel. L’effetto è immediato, ma risulta ancora più visibile dopo alcuni giorni dal trattamento.
 
Lo sbiancamento dentale non è consigliato nelle donne in gravidanza ed è adatto solo sullo smalto dei denti naturali, non sulle protesi.
Per non vanificare l’efficacia del trattamento, nelle 48 ore successive è bene evitare il fumo e tutti gli alimenti che possono macchiare i denti.
La procedura è indolore. Può provocare una leggera sensibilità dentinale nei giorni successivi, ma si risolve spontaneamente. Si può ripetere nel corso degli appuntamenti periodici con l’igienista dentale.
 
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